Tavole dei verbi

ESE (ausiliare)
AVEI (ausiliare)

Verbi regolari
I coniugazione
II – III coniugazione *
IV coniugazione

* Nei verbi regolari, la seconda e la terza coniugazione differiscono solo per la forma dell’infinito: nella II coniugazione termina in -ei (es. taxei ‘tacere’), nella III termina in (es. vende ‘vendere’). I verbi della II coniugazione sono pochi e perlopiù irregolari.


 

GUIDA ALLA CONSULTAZIONE

– La voce verbale vera e propria è scritta in grassetto

– I pronomi scritti in corsivo possono essere espliciti o sottintesi, perciò non è obbligatorio esprimerli nella frase. Ad esempio, nell’italiano “tu sei“, è possibile dire semplicemente “sei” senza il soggetto. Ugualmente nel genovese “ti t’ê

– I pronomi che precedono le voci verbali, scritti in carattere normale, sono obbligatori. Ad esempio, in “ti ti mangi“, il primo “ti” può essere detto per maggiore enfasi oppure omesso, mentre il secondo va sempre aggiunto al verbo. Si pensi alla distinzione in italiano tra “tu mangi” e “mangi“.
Le uniche eccezioni sono le forme impersonali, espresse senza pronomi, eventualmente precedute dalla particella eufonica <l’>: l’à ciuvuo “è piovuto”; l’é vegnuo e teu amighe “sono venute le tue amiche”.

– Accanto alle forme pronominali niatri/-e, viatri/-e liatri/-e, esistono anche noiatri/-e, voiatri/-e, lô / loiatri/-e

– In genovese esistono due forme di cortesia
1) Il voscià, che funziona come il “lei” italiano, in questo modo: (vosciâ) sciâ mangia
2) Il voî, che funziona come il “voi” italiano: (voîmangiæ

– Le forme alternative sono scritte separate da sbarre verbo / verbo quando si usano in maniera indifferente, e tra parentesi (verbo) quando sono varianti meno diffuse

– I verbi ese avei, anche quando funzionano da ausiliari, possono essere usati in tutte le forme alternative. Nelle tabelle si segnala la più regolare per praticità: mi avieiva mangiou (ma va bene anche aviæ mangiou)

3 risposte a “Tavole dei verbi

  1. enrico ⋅

    Il soggetto sottinteso raramente esiste in genovese e solo come modernismo, anzi il classico è ridondante e raddoppia es: se ti ti piggi ‘na bottiggia. In te ‘sto momento ni me sovvegnia guæi esempi ma se dixe ë o dixe e non lë dixe

  2. enrico ⋅

    Non concordo con quanto dite sui pronomi sottintesi che sono una forma di modernismo, anzi, il genovese classico è ridondante in questi casi es: se tì ti mangi…. le o l’e vegùo e mi spiace non poter scrivere in modo corretto perché non mi è possibile mettere i segni diacritici nè scrivere “ae”: quando schiaccio il tasto Alt mi si cancella tutto. Ciao, Enrico

    • Fabio Canessa ⋅

      Enrico, i soggetti espliciti sono di norma ridondanti tanto in genovese quanto in italiano. Traduciamo queste frasi esempio:

      – Sai dov’è andato Marco?
      – Sì, è andato a fare la spesa.

      Ti sæ donde l’é anæto o Marco?
      – Sci, o l’é anæto a fâ a speiza.

      “Ti” e “o” sono particelle fisse che in italiano non esistono. Invece:

      – Tu sai dove è andato Marco?
      – Sì, lui è andato a fare la spesa.

      Ti ti sæ donde l’é anæto o Marco?
      – Sci, o l’é anæto a fâ a speiza.

      Le particelle di prima restano al loro posto, ma i pronomi “ti” e “lê” sono superflui, come lo sono in italiano “tu” e “lui” in queste frasi. A meno che non si voglia dare una particolare sfumatura alla frase calcando proprio i pronomi personali.

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